carta di Isernia

carta del turismo slow 2030

Turismo slow: un viaggio nel tempo per riscoprire le identità dei territori ampi e plurali del Bel Paese. Un'opportunità di sviluppo umano, di reciprocità e di riscoperta dei valori dell'ospitalità più autentica.


Accade spesso di sentir parlare di marketing territoriale con un approccio istituzionale calato dall'alto, fatto di piani e di regole, mentre simtur sostiene che siano le imprese - le loro reti e il piccolo commercio di vicinato - a rappresentare il cuore pulsante delle nostre città.

Spesso gli imprenditori, i commercianti, gli artigiani, le imprese agricole e della zootecnia sono lasciati soli nell'individuare politiche di sviluppo e di innovazione. Per buona sorte, qualcosa si muove: con simtur è il momento di investire nella prossimità - accompagnando i territorio nella tripla transizione (digitale, verde e dal turismo di massa all'economia dei visitatori).

Perché senza negozi, botteghe e locali, i luoghi perdono anima, identità e socialità.
Un danno irreversibile, per cui rimane davvero poco marketing da fare!

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Carta del turismo slow 2030

La Carta impegna i sottoscrittori a condividere 9 valori - che nell'insieme rappresentano la bussola etica e il cruscotto operativo delle "destinazioni slow", i cui 3 pilastri sono bellezza, lentezza e gentilezza - adoperandosi quotidianamente, a piccoli passi, ciascuno per il proprio ruolo, a diffonderne consapevolezza e adoperarsi per la loro affermazione.

1. Radici e identità: custodire l'anima autentica dei luoghi (in linea con l'obiettivo 11 dell'Agenda 2030)

Valorizziamo le radici locali e i patrimoni immateriali che plasmano l'identità dei territori nel tempo, tutelando le economie che ne costituiscono il tessuto vitale e ne garantiscono la sostenibilità. Pertanto ci impegniamo a riconoscere in ogni persona un cercatore di autenticità e di verità, operando nel verso di garantire concreta accessibilità e piena fruibilità dell'essenza genuina dei luoghi, evitando di proporre prodotti o esperienze artefatte.
Obiettivo 1: valorizzare le radici locali, le culture diffuse e le economie locali. Il visitatore cerca autenticità, non riproduzioni o esperienze artificiali.

2. Redistribuzione del valore: un'economia etica e inclusiva, che investe nel futuro (in linea con i goal 8 e 10 dell'Agenda 2030)

Ci impegniamo a promuovere modelli economici equi e solidali, nei quali il valore diretto, indiretto e indotto del turismo rimane saldamente ancorato ai territori, nutrendo la loro prosperità nel tempo. Ciò si traduce nel sostegno alle imprese locali che preservano l'autenticità delle produzioni, nella valorizzazione dei prodotti a filiera corta che rispettano i tempi della natura, nella promozione dell'artigianato autentico che tramanda i talenti e i saperi, nella tutela delle produzioni agroalimentari locali e nella creazione di opportunità di occupazione qualificata per contrastare lo spopolamento delle zone rurali e dell'entroterra.
Obiettivo 2: promuovere modelli economici equi, in cui il valore generato resta nei territori, sostiene le imprese locali, crea opportunità di impiego dignitoso e contrasta lo spopolamento.

3. Benessere comunitario: un turismo che rigenera il tessuto sociale e rispetta i ritmi della natura (in linea con i goal 3 e 11 dell'Agenda 2030)

Coltiviamo un turismo che non disturba o depaupera, ma che attivamente rigenera il capitale sociale delle comunità: le relazioni umane che si costruiscono nel tempo, la qualità dei servizi (sanitari, educativi, di mobilità, ecc.) che rispondano alle esigenze reali, la cura del paesaggio che rifletta l'identità del luogo e la vitalità delle nuove generazioni chiamate a ereditare questo patrimonio. Il turismo slow rappresenta un'opportunità di coesione sociale, rafforzando il senso di appartenenza e la qualità della vita per i residenti, rispettando riti, tradizioni, costumi e stili di vita.
Obiettivo 3: coltivare un turismo che non disturba ma rigenera - relazioni, servizi, paesaggi, scuola, giovani e anziani - come opportunità di coesione sociale.

4. Semplicità e rispetto: la bellezza delle piccole cose, scoperte con calma (in linea con il goal 12 dell'Agenda 2030)

Riscopriamo e celebriamo il valore intrinseco delle piccole cose che rendono un luogo unico, con caratteristiche non delocalizzabili. Considerare il visitatore come un consumatore distratto è nocivo anche per la comunità locale, mentre un ospite informato e consapevole diventa rispettoso e si avvicina al territorio con desiderio di comprensione, pronto a dedicare il proprio tempo per alimentare relazioni con le persone e connessioni con i luoghi.
Obiettivo 4: Il visitatore è un ospite curioso che, se informato, preferisce essere responsabile piuttosto che comportarsi da consumatore. La relazione si alimenta consentendogli di riscoprire il valore delle piccole cose: un cammino, un prodotto artigianale, un racconto attorno al fuoco.

5. Lavoro buono e locale: investire nel capitale umano e nei talenti locali (in linea con il goal 8 dell'Agenda 2030)

Investiamo con convinzione nelle competenze dei giovani talenti locali, nelle guide del territorio che custodiscono la conoscenza dei luoghi e la loro storia nel tempo, nei produttori che preservano saperi antichi e l'autenticità delle lavorazioni, negli artigiani creativi che reinterpretano l'identità locale e in tutti coloro che sanno raccontare e far vivere l'anima dei territori con passione e amore, generando i tempi giusti per la narrazione e l'esperienza dei visitatori. Creare opportunità di lavoro qualificato e ben retribuito è un pilastro fondamentale per il futuro delle comunità e per la sostenibilità sociale nel tempo.
Obiettivo 5: investire nelle competenze dei giovani, nelle guide del territorio, nei produttori locali, nei creativi e in chi sa raccontare e far vivere i luoghi con amore.

6. Accessibilità, fruibilità e accoglienza diffusa: un turismo per tutti, che valorizza le relazioni (in linea con il goal 10 dell'Agenda 2030)

Ci impegniamo a realizzare un turismo che sia realmente a misura di tutte e di tutti: fisicamente accessibile, economicamente sostenibile, culturalmente inclusivo, gentile e distribuito capillarmente nel territorio, rispettando ogni diversità. Questo modello coinvolge attivamente le case private che aprono le loro porte, le botteghe artigiane che raccontano la storia locale, le comunità che condividono le proprie tradizioni e le famiglie che offrono la propria ospitalità unica. La bellezza di un territorio è un patrimonio da condividere, da rendere fruibile e accessibile.
Obiettivo 6: costruire un turismo a misura di tutte e tutti: accessibile, gentile, distribuito, che coinvolga case, botteghe, comunità e famiglie. La bellezza va condivisa.

7. Visione integrata: il turismo slow come leva di sviluppo territoriale: dai masterplan alle "destinazioni slow" (in linea con i goal 11 e 17 dell'Agenda 2030)

Promuoviamo attivamente l'integrazione del turismo slow come componente trasversale delle politiche di sviluppo locale: dalla rigenerazione urbana al potenziamento della mobilità sostenibile, dal rafforzamento del sistema scolastico al miglioramento del welfare di prossimità, tenendo conto delle specificità di ogni comunità. Solo un masterplan redatto in modalità open innovation, con una visione olistica, integrata e di lungo periodo, può liberare appieno il potenziale rigenerativo del turismo slow lungo l'intera catena del valore, qualificando i territori che si impegnano in percorsi di miglioramento continuo come "destinazioni slow".
Obiettivo 7: promuovere i masterplan come elementi trasversali alle diverse politiche locali - rigenerazione urbana, mobilità sostenibile, scuola, welfare di prossimità - per costituire una rete nazionale di "destinazioni slow".

8. Sostenibilità ambientale: un turismo che protegge e valorizza il capitale naturale (in linea con il goal 12 dell'Agenda 2030)

Promuoviamo un turismo che minimizza il proprio impatto sull'ambiente, che preserva e valorizza le risorse naturali, che adotta pratiche sostenibili per la gestione dei rifiuti, dell'energia e dell'acqua, e che contribuisce alla conservazione della biodiversità e degli ecosistemi. Il turismo slow è un'opportunità per educare alla sostenibilità e per promuovere comportamenti responsabili da parte di tutti gli attori coinvolti, ma anche per misurare gli impatti e verificare di non oltrepassare la capacità di carico dei luoghi.
Obiettivo 8: un turismo a basso impatto ambientale, che preserva le risorse, promuove la sostenibilità e protegge la biodiversità, misurando gli impatti sulla base di una preventiva definizione della capacità di carico delle destinazioni.

9. Sicurezza e benessere: un turismo che garantisce protezione e sicurezza (in linea con il goal 3 dell'Agenda 2030)

Ci impegniamo a garantire la sicurezza e il benessere di tutti coloro che vivono, lavorano e visitano i territori: la sicurezza fisica, la sicurezza sanitaria, la sicurezza economica e la sicurezza sociale. Promuoviamo un turismo che crea un ambiente accogliente e protetto, che previene i rischi e che rispetta la dignità e i diritti di ogni persona.
Obiettivo 9: un turismo che garantisce sicurezza, protezione e benessere per tutti.

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«Il turismo di massa è un reato di cui non voglio essere complice»

James M. Bradburne, architetto, museologo e funzionario britannico